domenica 23 marzo 2014

Ciak, si comunica. Azione!

La comunicazione scientifica è (anche) divulgazione. Spesso è un vero e proprio rompicapo trovare la soluzione comunicativa in grado di tradurre ai non addetti ai lavori un concetto, senza perdere di precisione scientifica. Oggi il divulgatore scientifico ha un'altra freccia al suo arco: la parola come di-segno. Lo spiega Roberta Zanella che definisce questa nuova dimensione della parola, che non è più soltanto segno. Ogni vocabolo, nell'era della comunicazione contaminata, è insieme di segni mobili che possiamo togliere, aggiungere, combinare e scombinare. La parola è così libera da diventare immagine. E i tecnicismi? Si possono spiegare ricorrendo all'etimologia del vocabolo, ma anche usando l'esperienza condivisa.

Dalla Lezione di Roberta Zanella
Aprire
Non serve andare lontano. Il modo di comunicare bene nel web (e non solo) è dentro di noi. Nella nostra testa.
“Il mondo è nella tua testa. Aprila!”. È il consiglio che Roberta Zanella ha dato agli studenti del Master in Comunicazione delle Scienze, nell'intervento/lezione "L'arte di comunicare: la parola tra segno e di-segno".

Contaminare
Un invito arrivato dopo più di un'ora in cui Roberta Zanella ha trasmesso con passione travolgente la sua idea di creatività: connessione di mondi e di modi.
E sì perché se oggi la comunicazione è sempre più contaminazione (parola, immagine, video, simbolo), un
buon comunicatore non può fare a meno di fondere i diversi ambiti del sapere.

Copiare
Per scovare il miglior modo di scrivere, possiamo farci ispirare dai grandi artisti dell'immagine. Roberta Zanella ci consiglia di copiare la semplicità di Picasso, l'amore per lo spazio vuoto di Kandinskij, la ripetizione di Warhol, la contestualizzazione di Duchamp. Senza tralasciare la lezione di Marinetti: scrivere vuol dire lasciare il segno.

Liberare
Il web ci rende liberi perché non dà limiti alla nostra fantasia.
E le parole oggi sono così libere che si fanno immagine. Sono segni mobili che possiamo lavorare come plastilina.
E per questa visione della parola, Roberta Zanella ci consiglia di liberare il testo a favore dell'ortografia espressiva.

Una lezione. Quattro azioni. Il fine? Creare un testo da donare agli altri con quel senso di scambio, di reciprocità che è il vero significato della comunicazione, che vuol dire mettere in comune.




















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Master in Comunicazione delle Scienze Università di Padova
2014