venerdì 14 novembre 2014

#cometlanding la parola ai robot

Immagine di: ESA Rosetta
Non serve essere comunicatori della scienza esperti per capire al volo che, con la missione Rosetta, ESA ha avviato un progetto di comunicazione di quelli che non si vedevano da anni. Un progetto pianificato fin nei minimi dettagli, che ha fatto un uso mirato di tutti i  media coinvolgendo tutti, ma veramente tutti, i pubblici.

Alla comunicazione istituzionale e mediatica tradizionale, che mette in risalto la missione e l'ente, è stato affiancato un nuovo modello comunicativo, già ampiamente testato da Nasa con VoyagerCamilla Corona e Curiosity Rover, che vede protagonisti i robot umanizzati. 
ESA ha fatto anche qualcosa in più: oltre a rendere umani i due robot ha costruito un decennale legame di amicizia tra spacecraft e lander.

Chi ha seguito l'evento su Twitter ha già capito di cosa (o chi?) sto parlando: Rosetta e Philae, i due robot che hanno letteralmente conquistato il pubblico con la loro chat via Twitter:

Una chat così coinvolgente da farci quasi dimenticare che non sono i robot a scambiarsi convenevoli nello spazio, ma è il team di comunicazione dell'ESA a twittare dalla terra attraverso la stessa tecnologia che usiamo noi.

E' un attualizzazione del modello comunicativo che unisce scienza e fantascienza, che ci offre informazioni tecniche, ma senza voler dare l'impressione di voler insegnare qualcosa, alla maniera di Star Trek.

Sarà casuale a questo punto il saluto del capitano Kirk?

Per chi desidera conoscere i dettagli della mmissione i due (amici) robot hanno anche dei blog personali: Rosetta's Blog e Philae's Blog , entrambi in lingua inglese.

di Cristina Rigutto

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Master in Comunicazione delle Scienze Università di Padova
2014