venerdì 19 dicembre 2014

Comunicazione Visiva della Scienza

Quando nel 1990 lessi "The tourist gaze" di John Urry, ero ancora profondamente convinta che un'immagine valesse mille parole. Ma quel libro iniziò a farmi riflettere: capii che ciò che vediamo dipende da come lo guardiamo, che il nostro sguardo viene modificato e modellato dalle trasformazioni economiche e dalle innovazioni nella comunicazione e nella tecnologia.

Possiamo guardare ad un'immagine in molti modi diversi elaborando ciò che vediamo attraverso i filtri della conoscenza, delle aspettative, del ricordo e oggi anche della realtà aumentata.

Immagine 1 : Immagine interattiva. Passa il mouse sopra le icone per esplorare i contenuti


Questa lunga premessa per anticipare che da quest'anno terrò al Master un nuovo corso: "Comunicazione Visiva della Scienza". 

Perché ho sentito l'esigenza di proporre un corso diverso? Perché oggi più che mai, comunicare la scienza con le immagini è diventato un compito particolarmente complesso e difficile. I nuovi pubblici dei nativi digitali, l'emergente generazione C, fruiscono dell'informazione in modo non lineare e interattivo, e prediligono l'informazione visiva.
Così, se la mia generazione guardava le tavole illustrate dal libro della piccola fiammiferaia e deduceva che la fiamma di quel fiammifero sfregato originava luce e calore, l'odierna generazione "sempre connessa" non osserva l'immagine, ma la esplora attivamente, la arricchisce con nuovi contesti, la condivide.

Il corso di quest'anno sarà pratico, ricco di laboratori, ed esplorerà la comunicazione dell'immagine a tutto campo: dalle ultime novità digitali (immagine 1)  alle manualissime tecniche di sketchnotes (immagine 2).
                                                                                      Immagine 2: Sketchnotes

Cristina Rigutto


Ricevi gli aggiornamenti via email

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *

Master in Comunicazione delle Scienze Università di Padova
2014