martedì 31 marzo 2015

La scienza comunicativa. Intervista a Roberta Zanella

Chi è Roberta Zanella

 +Roberta Zanella è socia in una piccola casa editrice, ma tutti la conoscono come RobyCopy, LA (e sottolineo “LA” con la maiuscola) copywriter che gioca con le parole con una maestria che non ha pari. Lei non scrive nel suo blog Copywriter Input per farsi leggere, lei scrive per invitarci a tessere insieme a lei nuove narrazioni e, se qualcuno teme di non averne le capacità, Roberta lo aiuta attraverso la frequentatissima community Copywriter-Input (esercizi) che ha fondato in Google+.
 Non provate a resisterle è impossibile non lasciarsi coinvolgere, anche provandoci non ci si riesce, perché lei come un prestigiatore ha sempre un nuovo hashtag da estrarre dal suo capello per guidarci in una nuova avventura.

Ho voluto intervistare Roberta, perché grazie alla grande disponibilità di +alessia berti (che l’ha invitata tenere un seminario al Master in Comunicazione delle Scienze, cedendole le sue ore di lezione) i nostri studenti hanno potuto incontrarla anche quest’anno.

L'intervista

Roberta, il 21 marzo, nel corso del tuo seminario al Master in Comunicazione delle Scienze, hai guidato gli studenti nell’esplorazione dei significati della divulgazione e delle differenze sostanziali con la comunicazione tra pari, introducendo una riflessione sul ruolo del divulgatore oggi. 
Potresti riassumere per punti elenco le attività che caratterizzano questo ruolo?
  • Soddisfare il bisogno di informazione rispondendo ai perché/percome dell’uomo comune. Il buon divulgatore spiega, coinvolge e diffonde notizie in modo critico, sistematico e creativo. rispondere ai perché/percome dell’uomo comune;
  • Interpretare la materia aiutando la comprensione. Il divulgatore non deve dimostrare o confutare, ma spiegare e stimolare la riflessione; in questo senso si pone verso la “materia” come un vero e proprio interprete;
  • Stimolare consapevolezza e voglia di partecipazione coinvolgendo e diffondendo cultura. Lo scopo del divulgatore è informare, ma anche riuscire a coinvolgere il pubblico; diffondere “cultura scientifica”, ma anche stimolare emozioni, curiosità e massa critica;
  • Formare opinione pubblica e coscienza comune rafforzando il radicamento della scienza nella società. Il divulgatore ha un ruolo di grande responsabilità socio-culturale: suscitare consapevolezza e coscienza; mettere la faccia sul proprio contenuto significa prendersi la responsabilità di quello che si dice/pensa e agire secondo un’etica – soprattutto nella ricerca e nella trasmissione delle fonti;
  • Mettere la penna al servizio dell'uomo comune per mediare e farsi capire. La divulgazione è un servizio; e il divulgatore un mediatore tra la “materia” e il grande pubblico.

Nel corso del seminario hai detto: “Un divulgatore deve farsi capire da tutti e per farlo deve semplificare. Tuttavia, semplificare non è banalizzare, ma scegliere quale modo di comunicare – fra tanti – si adatta meglio al nostro pubblico e, quindi, al nostro contenuto”. 
Da dove dobbiamo partire per raggiungere questo obiettivo?
Suggerisco di partire dagli altri allenando lo spirito critico con l’analisi della struttura superficiale e profonda di articoli divulgativi, per emulare le cose giuste e non ripetere gli stessi errori.
Partire dagli altri significa anche ascoltare; e l’ascolto è fondamentale per comunicare bene. Tendere l’orecchio verso il nostro pubblico è fondamentale per capire i suoi “perché” e i suoi “per come” e per rispondere di conseguenza. Porsi le domande giuste prima d’iniziare a scrivere e anticipare le domande del lettore nel testo sono due modi per affrontare bene il contenuto divulgativo. Dobbiamo immedesimarci nel pubblico, metterci nei suoi panni, per poterlo coinvolgere e suscitare emozione.
Altrettanto importante è partire da se stessi, che significa essere curiosi. Per esprimere bene un argomento, è necessario conoscerlo a fondo, verificare le fonti e trasmetterlo in modo corretto: non esiste semplificazione senza complessità. Più siamo curiosi, più approfondiamo l’argomento, più riusciremo a esprimerlo al meglio. Partire da se stessi significa anche essere umili; significa anche essere umili e critici verso i propri contenuti; per semplificare è necessario correggersi e “ripulire” il testo, spostando il baricentro da noi stessi a chi quel testo dovrà leggerlo.

Durante la lezione hai usato due termini che identificano la ricerca: “metodo” e “sperimentazione” per introdurre una similitudine tra il lavoro dello scienziato e quello del comunicatore scientifico. Hai detto che semplificare è condividere esperienza”, vuoi spiegarci questo concetto?
“Esperire” significa “provare”.
Provare non nel senso sentimentale/astratto; ma nel senso fisico/pratico. Nel senso di sperimentare.
Un verbo che richiama alla memoria le radici di parole come esperimento, esperto, perito ecc.
Uno dei modi per semplificare la comprensione è PROVARE a rendere un concetto complesso attraverso l’esempio e l’esperienza condivisa. Un vero mago in questo senso è anche il primo divulgatore scientifico della storia: Galileo. Lui capisce che:
  • può veicolare un concetto complesso e astratto attraverso un’esperienza semplice e concreta portando il concetto nella vita reale per renderlo esperibile e chiaro;
  • far emergere e diffondere i suoi “contenuti” significa coinvolgere il pubblico, portare la scienza tra menti non corrotte in grado di valutare in modo obiettivo la materia - se pur non secondo un “metodo scientifico” ;
  • coinvolgere il pubblico significa modulare il linguaggio sul suo: per questo alla lingua della Chiesa - latino – preferisce quella del popolo – italiano; tutti devono capire i suoi studi e saggiarne la veridicità. È anche grazie agli “esperimenti di strada” che la scienza è arrivata ad essere quella che è oggi.
Galileo diceva “il discorrere è come il correre”.
Rapidità, agilità e semplicità sono le qualità di uno scritto ben formulato secondo il primo divulgatore scientifico della storia. E sono anche gli ingredienti per fare della SCIENZA una SCIENZA COMUNICATIVA.

Immagine di Roberta Zanella
Rispondendo a tre sole domande Roberta è riuscita, come sempre, ad offrici molti nuovi spunti di riflessione. Speriamo di poterla ospitare ancora, nel frattempo approfittiamo della sua grande disponibilità per commentare qui con lei questo delicato argomento.
[Cristina Rigutto]

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Master in Comunicazione delle Scienze Università di Padova
2014